Ahamkara è uno dei tre aspetti costitutivi della coscienza: buddhi, ahamkara, manas. È il senso dell'io in grado di tradurre un pensiero in una decisione e una decisione in azione.
Dalla radice hims, che significa ferire, uccidere. La "A" iniziale indica la negazione di ciò che è violento.
La gioia pura, beatitudine, sensazione di felicità. È il tipo di felicità generata dall'interesse e dal contatto con i piani sottili, puri ed essenziali dell'esistenza.
È la seconda parte dell'Astanga Yoga. Le prime cinque sono chiamate "Yoga esterno, bahiranga Yoga".
Esperienza diretta della realtà. Conoscenza che può nascere da un'intuizione immediata.
È una delle pratiche di pranayama dello Hatha Yoga. La respirazione avviene attraverso una sola narice alla volta.
Apana è un soffio discendente, vayu è l'attività neuro-muscolare. Apana Vayu è l'attività nel nostro essere responsabile di tutti i processi di eliminazione.
Non accumulare cose, non possedere. È uno dei cinque Yama, le regole di comportamento indicateci da Patanjali.
La radice "As" è relativa all'essere. Ci dice dove siamo, in che stato ci troviamo. Se parliamo di postura fisica indica la "posizione che ho assunto".
Il senso dell'io. È uno dei cinque klesa, stati che affliggono l'essere umano.
Non rubare, è uno dei cinque Yama, le regole di comportamento indicateci da Patanjali.
Dalla radice "at" respirare. Principio di vita, nucleo divino della realtà. Si riferisce alla persona intera, al centro dell'uomo, all'anima.
Sono le lettere pronunciate recitando la Om, sillaba sacra della tradizione induista. Il Suono racchiude in sé tutta la realtà.
Non conoscenza, ignoranza che impedisce di conoscere la realtà e che riguarda sia l'aspetto materiale che quello metafisico. Avidya è l'origine di tutti i klesa.
Legame. I bandha sono tecniche dello Hatha Yoga riguardanti la contrazione di determinate parti del corpo.
È la via della devozione amorosa che l'uomo può percorrere per incontrare la divinità.
Il termine deriva da bhastra, il mantice. È un Kumbhaka Pranayama, descritto nello HataYogapradipka.
È uno dei Kumbhaka Pranayama. Si lavora con un suono nasale che è possibile produrre a bocca chiusa, durante l'espirazione, emettendo un lieve ronzio. Il suono deve essere prodotto dal palato molle.
Elementi: Nel sutra III-13 Patanjali utilizza il termine bhuta per indicare l'essere vivente.
Punto. Esperienza interiore della visione di un punto luminoso, davanti agli occhi chiusi. Durante la recitazione dell'OM, se compare davanti agli occhi chiusi un punto luminoso, allora si parla di bindu.
Principio Cosciente Puro o Coscienza Incondizionata.
Intelletto, capacità di analizzare.
Termine presente nella tradizione dello Hatha Yoga. Possiamo intendere i chakra in relazione ai segmenti orizzontali del corpo attraverso i quali passano, in verticale, i canali energetici o nadi.
Luna. Può essere riferito anche all'aspetto lunare, femminile, dell'energia associata alla parte sinistra del corpo.
La coscienza identificata. Quando prendiamo una decisione e la traduciamo in azione nasce un comportamento che diventa citta vrtti.
Visione, punto di vista, percezione della Realtà o della Verità. Termine utilizzato per designare le sei correnti filosofiche della tradizione induista.
Corpo. Secondo la tradizione dello hatha yoga il termine deha, insieme a ghata, kumbha, sharira, indica il corpo umano che è la rappresentazione, in scala ridotta del cosmo.
È ciò che brilla (dal sanscrito dyu-div, cielo, giorno), che è di natura divina. I deva figurano come divinità tutelari dei chakra.
È uno stato concentrato che ci permette di essere in uno stato di unità con ciò di cui si vuole fare esperienza.
Fondamento, norma. Secondo il Samkhya se si vive una vita secondo il Dharma ci si eleva nella scala evolutiva. Indica le virtù morali e le qualità spirituali alle quali attenersi.
È lo stato comunemente conosciuto come stato meditativo. È uno stato continuo di consapevolezza, senza alcuna distrazione.
È colui che percepisce, il testimone, l'osservatore.
Sofferenza, afflizione, dolore. Fattore che causa dolore, miseria umana, infelicità.
Qualità, attributo. I tre guna – sattva, rajas e tamas – costituiscono la natura della prakṛti, cioè la manifestazione fenomenica.
Colui che dissipa l’oscurità dell’ignoranza. È la guida spirituale che ha realizzato la Verità e accompagna il discepolo nel cammino della liberazione.
Lo Yoga della forza, dell’energia solare (ha) e lunare (ṭha). Sistema di pratiche che include āsana, prāṇāyāma, bandha e mudrā per il risveglio dell’energia interiore.
Il cuore, inteso come centro spirituale ed emotivo dell’essere umano.
Signore, Dio personale. In Patañjali è il puruṣa speciale, libero da ogni afflizione e karma, eterno testimone e guida interiore.
Divinità prescelta per la propria sādhana personale. Forma personale del divino verso cui si rivolge la devozione del praticante.
Ripetizione di un mantra, mentale o verbale, spesso accompagnata dall’uso di una mālā. È una forma di meditazione devozionale.
Conoscenza, sapere. Quando è legato al Sé, si riferisce alla conoscenza liberatrice, alla saggezza interiore che conduce alla mokṣa.
Il Sé individuale incarnato. Secondo il Vedānta è Ātman che si identifica col corpo-mente finché non si realizza la sua unità con Brahman.
Azione, causa-effetto. Ogni azione genera una conseguenza. Si distinguono tre tipi di karma: sañcita (accumulato), prārabdha (attuale), kriyamāṇa o āgāmi (in divenire).
Guaina. I cinque involucri che velano il Sé: annamaya (fisico), prāṇamaya (energetico), manomaya (mentale), vijñānamaya (intellettivo), ānandamaya (beatitudine).
Azione rituale o purificazione. Nei testi yogici indica anche una pratica interiore per il risveglio dell’energia.
Energia potenziale latente alla base della colonna vertebrale. Con le pratiche yogiche può essere risvegliata e condotta verso l’alto.
Segno, caratteristica distintiva. È l’essenza di un oggetto o qualità attraverso cui lo si può riconoscere.
Assorbimento, fusione. Nello Yoga si riferisce alla dissoluzione della mente nell’Assoluto.
La mente inferiore, legata ai sensi e alle impressioni sensoriali. È uno degli strumenti della coscienza insieme a buddhi e ahaṁkāra.
Suono sacro, formula vibratoria. La ripetizione del mantra armonizza la mente e connette con l’energia divina.
Illusione, velo. È il potere cosmico che fa apparire la molteplicità dove c’è solo l’Uno. Impedisce la percezione della Realtà.
Liberazione definitiva dal ciclo di nascita e morte (saṁsāra). È la meta ultima dello Yoga e delle vie spirituali dell’India.
Sigillo, gesto simbolico. I mudrā canalizzano l’energia e influenzano il flusso prānico nel corpo.
Canali energetici sottili nei quali scorre il prāṇa. Le principali sono iḍā, piṅgalā e suṣumṇā.
Saluto yogico che significa: “mi inchino al Divino che è in te”. È espressione di rispetto e riconoscimento reciproco.
Tecnica di purificazione nasale con acqua salata (jala neti) o con filo (sūtra neti), usata nello Haṭha Yoga per liberare i canali respiratori.
Rito interiore di installazione della divinità nei vari punti del corpo. È praticato nei rituali tantrici e nella meditazione con mantra.
Essenza sottile dell’energia vitale. In Ayurveda è il risultato della buona digestione e fonte di forza, immunità, stabilità mentale e spirituale.
Il Sé cosmico, la coscienza pura, testimone immutabile secondo il Sāṅkhya. È distinto da prakṛti, la natura materiale.
La natura primordiale, la matrice dell’universo. È composta dai tre guna e genera tutti i fenomeni.
Energia vitale che permea tutto l’universo e sostiene il corpo e la mente. Nei testi yogici è distinta in cinque funzioni principali (vāyu).
Controllo del respiro e dell’energia vitale. Include tecniche di inspirazione (pūraka), espirazione (recaka), e ritenzione (kumbhaka).
Lo Yoga di Patañjali, fondato sugli Yoga Sūtra, noto anche come Rāja Yoga. Strutturato in otto membri (aṣṭāṅga).
Offerta devozionale a una divinità. Può essere esterna (con fiori, incenso) o interna (meditativa). Esprime amore e sottomissione al Divino.
Lo Yoga “regale” basato sulla meditazione e sul controllo della mente. Sistema completo esposto da Patañjali.
Sapore, essenza, emozione. In Ayurveda è uno dei sette dhātu (tessuti). Nei testi poetici è il sapore emozionale di un’opera.
Processo ciclico secondo cui l’anima individuale (jīvātman) si reincarna in nuovi corpi finché non realizza la sua vera natura e si libera.
Il ciclo delle nascite e morti. L’anima individuale rinasce secondo il karma finché non raggiunge la mokṣa (liberazione).
Disciplina spirituale, pratica costante. Include meditazione, mantra, rituali, studio e servizio devozionale.
Uno dei tre guna: purezza, luminosità, equilibrio. Favorisce chiarezza mentale e aspirazione spirituale.
Energia divina femminile, potere dinamico dell’universo. È la forza attiva di ogni trasformazione e creazione.
Il Signore supremo, principio maschile e coscienza assoluta. Nell’Advaita è identico a Brahman. Spesso adorato con la sua Shakti.
Fede profonda, fiducia interiore. È la base per avanzare nel cammino spirituale.
Memoria. Nella tradizione vedica, indica i testi derivati dalla rivelazione (non diretti come i Veda), come Mahābhārata e Purāṇa.
Vacuità, concetto centrale nel Buddhismo. Tutti i fenomeni sono privi di esistenza intrinseca.
Guna dell’inerzia, oscurità, ignoranza. Quando predominante causa stanchezza, attaccamento e confusione.
Disciplina, ardore interiore. È lo sforzo cosciente per purificare il corpo-mente e risvegliare la coscienza.
Tradizione esoterica che include pratiche rituali, mantra, visualizzazioni e adorazione della Shakti per realizzare l’unità col divino.
Testi filosofici che costituiscono la parte finale dei Veda. Contengono insegnamenti sulla natura del Sé e del Brahman.
Tipo di respiro yogico con lieve contrazione della glottide. Produce un suono simile al mare e calma la mente.
Distacco, non-attaccamento. È fondamentale per liberarsi dai desideri e avanzare nello Yoga.
Testi sacri più antichi dell’India. Comprendono inni, canti, rituali e insegnamenti spirituali rivelati.
“Fine dei Veda”. Sistema filosofico basato sulle Upaniṣad, afferma l’unità tra Ātman e Brahman.
Frutto del karma. Le azioni producono risultati (vipāka) visibili o invisibili, ora o in vite future.
Sacrificio rituale. Nello Yoga è ogni atto compiuto con spirito di offerta e non-attaccamento.
Diagramma geometrico sacro usato nella meditazione tantrica per concentrare la mente e connettersi con il divino.
Unione, disciplina spirituale. Sistema per liberare la coscienza e realizzare l’unità con il Sé o Dio.
Colui che pratica lo Yoga con sincerità e costanza. Nelle scritture, è l’essere più elevato.
“Sedersi in meditazione”. Pratica centrale dello Zen, dove si osservano i pensieri senza attaccarsi ad essi.
Scuola buddhista nata in Cina (Chan) e sviluppata in Giappone. Enfatizza la meditazione diretta e l’esperienza della realtà senza concetti.