L’unico triennio in Italia
La prima realtà triennale in Italia per lo studio, la recitazione e la trasmissione della Tradizione Vedica.
Prova con una mezza giornata gratuita
Puoi iniziare in qualsiasi momento dell’anno. Nessun impegno: vieni, ascolta, recita.
Prenota la tua mezza giornata gratuita[email protected] · Tempio di Lissone (MB)
Ascolta la recitazione dal vivo — il suono è la prima lezione.
Lo studio del Veda è un viaggio di conoscenza, ascolto e pratica profonda. La nostra Scuola Triennale è nata per riportare in vita il potere del suono sacro, dei mantra e delle Upanishad, con un linguaggio adatto alla mente occidentale ma nel pieno rispetto della Tradizione.
Il Veda Chant Teacher Training è stato ideato da Sri Pranidhānanda, devoto di Sri Sathya Sai Baba, per formare insegnanti qualificati nella recitazione, comprensione e trasmissione dei mantra vedici, dei principali suktam e inni più importanti.
Anno 1 – Fondamenti: introduzione ai Veda, corretta pronuncia, recitazione base, mantra universali.
Anno 2 – Approfondimento: Śloka delle Upanishad, simbologia, metrica vedica.
Anno 3 – Trasmissione: insegnamento del canto, strutture e applicazione dei mantra nella pratica personale e nella guida degli studenti.
Tra una domenica e l’altra, lo studio continua a casa — ma non in solitudine. Due insegnanti qualificati, che seguono Sri Pranidhānanda da diversi anni, sono a tua disposizione durante tutte le settimane: supporto sui testi, sui file audio, sulla pronuncia, su qualsiasi dubbio incontri nella pratica.
È il metodo tradizionale della trasmissione orale: nessuno studia il Veda da solo. La voce che ti ha trasmesso il suono resta accanto a te anche a distanza.
Il sanscrito non è solo una lingua: è vibrazione pura. Ogni parola agisce come un’onda di energia, influenzando la mente, il corpo e lo spirito. Attraverso i mantra, si attiva una trasformazione reale, silenziosa ma potente.
Come un bambino che si calma al suono della voce della madre, così il praticante si armonizza col suono vedico. I mantra non richiedono comprensione intellettuale iniziale: basta lasciarsi attraversare dalla vibrazione.
Costo annuale: €690 (comprensivo di: audio, dispense, supporto docenti)
Oppure paghi a moduli: €95 a giornata — stessi contenuti, stessa libertà di iniziare in qualsiasi momento. Con la formula annuale risparmi €70.
Domenica, ore 9.30 – 17.30 con pausa pranzo.
| Mese | Date |
|---|---|
| Ottobre | 4 |
| Novembre | 1 |
| Gennaio | 9 e 10 |
| Febbraio | 7 |
| Marzo | 7 |
| Aprile | 4 |
| Maggio | 2 |
Al termine del triennio, chi desidera approfondire ulteriormente il percorso, potrà accedere alle Sezioni Avanzate (9 anni), offerte secondo il principio della Dāna (donazione libera). Il cammino diventa così un vero percorso spirituale, senza vincoli economici.
« agnim īde purohitam yajñasya devam rtvijam hotāram ratnadhātamam »
« Ad Agni il fuoco interno, il prana, il potere della vita, io rivolgo questi mantra per purificare le mie azioni passate e presenti, all’invocatore che più di tutti porta ricchezze.
»
Così ha inizio il RgVeda, il testo più antico della filosofia vedica.
Scienza del suono — vibrazione energetica delle cellule — purificazione dei 5 involucri — sbloccare l’energia vocale — il diaframma — l’accordo — i modelli di Meditazione sonora e mentale — liberare gli strati mentali: inconscio, subconscio, conscio — introduzione ai 4 Veda, i Testi più antichi dello Yoga Tradizionale.
Ganapathi Prathana — da Krsna Yajurveda e Rigveda — spiegazione, significato e corretta pronuncia
Yoga Sutra Patanjali — da Yoga Sutra — spiegazione, significato e corretta pronuncia
Guru Stotram — spiegazione, significato e corretta pronuncia
Mantra della Liberazione: questi mantra aprono la Via alla visione del Sè. Purificano le onde mentali più pesanti e inducono effetti sui livelli più profondi della persona.
Om — da Rig Veda — il Mantra seme
Gayatri Mantra — da Rigveda — sviluppo della coscienza intuitiva
Mrityuinja Mantra — da Yajur-Veda
Asato Maa Sadgamaya — da Shukla Yajur-Veda
Namaste Astu Bhagavan — da Rig-Veda
Agnirme Vaachi Shritah — da Krishna Yajur-Veda
Descrizione profonda, proprietà energetiche e di purificazione delle onde mentali negative. Spiegazione in italiano, significato del mantra e corretta pronuncia.
Ganapati Atharva Sirsam — da Atharvaveda — considerato uno degli inni più importanti dedicati a Ganesha. Atharva significa determinazione, unicità di intenti; sirsa significa intelletto (orientato alla Liberazione). Spiegazione in italiano, significato del mantra e corretta pronuncia.
Ksama Prathana — recitato alla fine di ogni sessione di studio, cerimonia, festività e recita dei mantra vedici. Ci ricorda quale sia il vero ed unico rifugio per l’essere umano non ancora realizzato. Spiegazione in italiano, significato del mantra e corretta pronuncia.
Shanti Mantras — da Yajurveda — recitati all’inizio e alla fine di una cerimonia, una meditazione, una festività, un’occasione importante. Queste sacre formule calmano la mente di chi recita come di chi ascolta e invadono l’ambiente circostante di energie spirituali e benefiche. I Mantra della pace invocano la pace interiore attraverso la purificazione della mente, rendendola un’esperienza vera e non solo una parola, così che possa essere percepita e trasmessa anche agli altri.
Svasti vacaka sloka — nella tarda estate del 2008, durante una conversazione con i suoi studenti, Sri Sathya Sai Baba diede istruzione di modificare la classica formula «loka samsta suhkhino bhavantu» in «samasta lokah sukhino bhavantu»: il significato del verso cambiò da «Possano tutti gli esseri del mondo essere felici» in «Possano tutti i mondi essere felici». Tale variazione, data dal Veda Purusha in persona, non ha cambiato la metrica del verso né dell’intera strofa.
Saha Naavavatu — da Krishna Yajur-Veda
Sarva Devata Gayatri — da Taittirya Aranyaka, Mahanarayana Upanishad. Gayatri è anche il nome della struttura metrica sanscrita di questo mantra: ventiquattro sillabe disposte su una terzina di versi da otto sillabe. Ogni divinità vedica ha il proprio gayatri mantra recitato in suo onore, tra questi il Sarva Devata. Spiegazione in italiano, significato del mantra e corretta pronuncia.
Devi Suktam — da Rigveda — detto anche Vak Suktam, è un inno di lode alla Dea della Consapevolezza e del linguaggio, dedicato alla Madre Divina nelle sue principali forme: Sarasvati, Laxmi, Durga, Parvati. Nel decimo mandala del Rigveda samhita (inno 125), la Regina dell’Universo rivela il suo potere sovrano che dona tesori di conoscenza.
Narayana Upanishad — da Atharva Veda. Spiegazione in italiano, significato del mantra e corretta pronuncia.
Sri Rudram — da Taittirya Samhita, Yajur Veda. Il più antico inno tratto dal Krsna Yajurveda è anche il più lungo inno del triennio: lo studente inizierà a cimentarsi con le reali frequenze vibratorie di uno dei più potenti mantra della Tradizione, che permette e aiuta ogni processo di trasformazione e attiva una nuova rinascita delle cose, in termini materiali, psicologici e spirituali. Spiegazione in italiano, significato del mantra e corretta pronuncia.
Uno studio di neuroimaging condotto sui pandit vedici in India — raccontato su Scientific American nell’articolo “A Neuroscientist Explores the Sanskrit Effect” — ha rilevato nei recitatori professionisti dei Veda un aumento significativo della materia grigia in entrambi gli emisferi e un ippocampo destro, sede della memoria dei pattern sonori, marcatamente più sviluppato rispetto ai gruppi di controllo. Ciò che la Tradizione afferma da millenni sulla recitazione e la memoria trova oggi riscontro nelle neuroscienze.
Un approfondimento sulla natura degli inni vedici come tecnologia della coscienza, il loro impatto neurale, psichico e coscienziale, il metodo corretto di assimilazione, trasmissione e memorizzazione, il valore di Vāk come addestramento terapeutico, lo sviluppo della memoria e dell’intuizione attraverso la recitazione, e il ruolo fondante della fede, della sacralità e della fiducia nel Principio.
Gli inni vedici non sono composizioni poetiche né preghiere nel senso devozionale moderno. Essi costituiscono una vera e propria tecnologia sonora della coscienza, codificata per essere trasmessa oralmente e per agire direttamente sui livelli più profondi dell’essere umano.
Nel Veda, il suono (śabda) non è un veicolo del significato: è il significato stesso. L’inno non rappresenta una realtà simbolicamente, ma la attualizza nel momento della corretta recitazione.
Secondo la visione vedica, la coscienza precede la forma, la vibrazione precede la materia, e il suono è la prima manifestazione dell’Essere. Recitare un inno significa riallineare il sistema umano (corpo, respiro, mente, attenzione) alla struttura ordinatrice del cosmo, chiamata ṛta.
La recitazione vedica produce effetti osservabili sul sistema nervoso centrale e periferico, anche se la Tradizione li ha descritti da millenni in termini simbolici e funzionali.
La recitazione ritmica, tonale e respirata coinvolge simultaneamente l’emisfero destro e sinistro del cervello, stimola le aree del linguaggio, della memoria e dell’ascolto profondo, e favorisce la sincronizzazione tra corteccia cerebrale, sistema limbico e tronco encefalico.
Questo stato favorisce coerenza neurale, riduzione della frammentazione mentale e stabilizzazione dell’attenzione. Il cervello non opera più in modalità reattiva, ma entra in una condizione ricettiva e ordinata.
Il respiro regolato e le espirazioni prolungate tipiche del canto vedico stimolano il nervo vago, favorendo l’attivazione del sistema parasimpatico. Ne derivano una riduzione dell’iperattività nervosa, un senso di sicurezza interna e una presenza calma e vigile, condizione imprescindibile per l’assimilazione profonda.
Nel linguaggio vedico, la mente (citta) non è un’entità astratta, ma un campo dinamico soggetto a impurità (mala) e a impressioni latenti (vāsanā).
La recitazione regolare degli inni produce un processo di Cittha Śuddhi, una purificazione mentale che non avviene per analisi o controllo, ma per risonanza. Il suono corretto agisce come un solvente sottile che dissolve gradualmente schemi mentali ed emotivi disfunzionali.
Tra gli effetti psichici si osservano una riduzione della ruminazione mentale, una maggiore stabilità emotiva e un incremento dell’equanimità (samatva).
L’effetto più profondo della recitazione vedica non è semplicemente funzionale, ma trasformativo. Con il tempo, l’inno non viene più recitato come un’azione volontaria, ma diventa una presenza interna stabile.
Si verifica una transizione naturale dall’azione intenzionale (karma) alla conoscenza incarnata (jñāna). La coscienza si disidentifica dall’io che fa e si stabilizza nel testimone silenzioso.
Gli inni conducono spontaneamente alla comprensione di Nada Brahma: la coscienza come suono, e il silenzio come suo fondamento. Da qui nasce la meditazione naturale, non indotta e non forzata.
Il metodo tradizionale di apprendimento vedico si articola in tre fasi fondamentali.
Śravaṇa è l’ascolto diretto del testo dalla voce dell’insegnante. In questa fase non si cerca di comprendere intellettualmente, ma di imprimere la forma sonora corretta nel sistema nervoso.
Manana è la riflessione incarnata, la ripetizione consapevole in cui lo studente osserva respiro, risonanza e stati interiori.
Nididhyāsana è l’assimilazione profonda, quando il suono diventa contemplazione e la conoscenza si stabilizza come esperienza diretta.
La memorizzazione vedica non è uno sforzo mnemonico, ma il risultato naturale di ritmo, ripetizione viva e coinvolgimento corporeo e respiratorio. Il testo si imprime come forma sonora interna.
Nel Veda, Vāk è una Dea: il principio creativo della parola. Addestrare Vāk significa purificare il linguaggio e renderlo vero, essenziale e non dispersivo.
Una Vāk educata armonizza il sistema nervoso, riduce la dispersione energetica e rafforza la centratura interiore. Il praticante impara a parlare meno, a parlare meglio e a parlare con presenza.
La recitazione vedica sviluppa memoria a lungo termine, attenzione sostenuta e capacità intuitiva non reattiva. Queste facoltà emergono naturalmente quando la mente è unificata e il respiro è regolato.
L’intuizione che nasce dalla pratica non è fantasia, ma percezione diretta della realtà, frutto di chiarezza e stabilità interiore.
Nel percorso vedico, la fede (śraddhā) non è credenza, ma fiducia operativa nel Principio e disponibilità a lasciarsi trasformare.
La sacralità non è ritualismo, ma rispetto, precisione e presenza. Ogni recitazione è un atto sacro perché mette in relazione l’umano con l’Assoluto.
Quando la fiducia nel Principio è viva, lo sforzo si dissolve e la pratica si apre alla grazia.
Gli inni vedici non sono un oggetto di studio, ma un ambiente di trasformazione. Chi persevera nella pratica viene ordinato interiormente, purificato psichicamente e stabilizzato coscienzialmente.
Il Veda non promette risultati. Offre una Via.
Sri Pranidhānanda
Shiva Yoga Temple
Inizia dal suono. Il resto viene da sé.
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